CENTRO
SERVIZI AMMINISTRATIVI DI MILANO
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UFFICIO
PER I SERVIZI DI CONSULENZA E SUPPORTO
Tel. 02 58382673
- Fax 02 58303129
Prot.N°
19159/A36
Milano,
3 giugno 2003
Ai
Dirigenti Scolastici e Docenti Referenti
Istituzioni
Scolastiche del Ciclo Primario
-
Direzioni Didattiche
-
Istituti Comprensivi Statali
-
Scuole Elementari e Materne Paritarie
LORO
SEDI
e p.
c. - Al Direttore Generale - Dott. M.G. Dutto
-
Al Dirigente C.S.A. Milano -Dott. A. Zenga
Egregio
Dirigente
Gentile
Docente,
a conclusione della prima fase del percorso formativo sulla Legge Delega, che
ha registrato la presenza di più di 1000 partecipanti nelle 3 edizioni, desidero
in primis esprimere il mio apprezzamento per l’elevato grado di consapevolezza
pedagogica manifestato nell’acceso dibattito che ha fatto seguito alle relazioni.
E’ apparso innegabile un certo disorientamento da cui ci sentiamo pervadere
di fronte ai mutamenti che investono la scuola.
L’innovazione tende a sradicare assestamenti e certezze, suscita diffidenza
e sgomento, mescola speranze insicure e antichi timori. Punti di riferimento
che sembravano consolidati si trovano messi in crisi.
Occorre,
dunque, una nuova attitudine, una diffusa capacità progettuale che derivi
dalla conoscenza razionale dei processi innovativi. Questa è una qualità indispensabile
per affrontare le sfide dell’imminente futuro, se non si vuole scivolare nella
palude dell’involuzione e se si desidera promuovere uno “sviluppo sostenibile”
anche per la scuola.
Durante le tre giornate, in cui si è privilegiato non già un approccio apologetico
ed apodittico, ma problematico e fortemente euristico, è stato smentito chi
si aspettava un rifiuto viscerale delle innovazioni o addirittura nostalgie
di luddismo. Non si può sottacere qualche manifestazione di furia ideoclasta
e di velleitarismo, ma nel complesso non è stato dato registrare un’avversione
dottrinale a variabili profondamente innovative come l’anticipo, l’apprendimento
precoce della lingua inglese, l’alfabetizzazione informatica (nessuno pensa
di fracassare i computers come se fossero i telai di Nottingham o i vaporetti
della Senna), i piani di studio personalizzati (nel rispetto dei ritmi maturativi
degli alunni), la documentazione delle competenze degli allievi, segno e strumento
di una valutazione “formativa” a forte matrice orientativa non già meramente
metrologica, la flessibilità, la continuità e l’esperienza laboratoriale.
Non si possono,
tuttavia, dissimulare le riserve emerse, anche se non aprioristiche e pregiudiziali,
nei confronti di tematiche quali l’insegnante tutor, il “tempo pieno”, l’equipe
pedagogica, la carenza di risorse professionali e strutturali; problemi oggetto
di stringente riflessione da parte di tutti i relatori che, con encomiabile
lungimiranza, hanno messo in luce una serie di fattori (ampliamento offerta
formativa, quote orarie appannaggio delle istituzioni scolastiche, sconfessione
di qualsiasi forma di gerarchizzazione e di satellitismo, enfasi sulle “autonomie:
organizzativa - didattica - di ricerca - di sviluppo e sperimentazione”) che
se opportunamente approfonditi dai “gruppi di riflessione” auspicati dall’ipotesi
orientativa elaborata per la seconda fase, potranno confluire i quei “documenti
di base” centrati su problemi da affrontare e risolvere pragmaticamente.
Penso che siate
stati tutti concordi nel ritenere che la domanda per eccellenza che si è imposta
durante i primi incontri seminariali non sia stata “che cosa dire” intorno
alla Riforma, ma “che cosa fare” per implementare la proposta innovativa
nel migliore dei modi. Occorre soprattutto focalizzare l’attenzione proprio
su tale interrogativo, tenendo presente che la Riforma si configura come input
parlamentare ineludibile e imprescindibile.
Sembra accademico
e astratto chiedersi se sia bene o male che ci sia la Legge Delega. Dal momento
che esiste tale preziosa opportunità o tale pressante sistema di condizionamenti
(a seconda degli angoli visuali), la domanda ben posta è: “che cosa possiamo
fare per arricchire, potenziare, migliorare le nostre strategie per assicurare
il successo formativo ad ogni alunno?”, in quanto il futuro dell’età “tecnotronica”
esige persone dotate di una solida cultura di base, di spirito critico, di
razionalità educata, di mente aperta, di equilibrio, di disponibilità al cambiamento
e di creatività.
In tale orizzonte,
che dovrebbe esaltare l’autonomia delle istituzioni scolastiche, non vanno
sottodimensionate le storie delle scuole, i loro vissuti, le significative
esperienze pregresse, le suggestioni che verranno rivitalizzate alla luce
del sistema organizzativo ipotizzato dalla Riforma, che non è sicuramente
in antitesi con l’autonomia delle scuole e che si configura come una rampa
di lancio per far decollare un progetto educativo che , in ogni caso, rimane
prerogativa della Scuola autonoma.
In tale prospettiva, sembra ragionevole inferire che dopo la fase di riflessione,
presso le scuole, si possa ipotizzare una giornata di lavori seminariali,
per ogni ambito tematico, per stringere l’analisi sulle variabili innovative
che sono state oggetto di sperimentazione nel corrente anno scolastico, in
rapporto alle scelte operate dalle SS.LL. in occasione degli incontri del
21, 27, 30 maggio.
Cordiali saluti
Pietro Modini
Dirigente Tecnico
Area Formazione e Sviluppo Prof.le Docenti
P.S.) La data di convocazione sarà pubblicata sul sito a partire dal 16 giugno 2003.