CENTRO
SERVIZI AMMINISTRATIVI DI MILANO
Ufficio per il suppporto alle Istituzioni Scolastiche per la progettazione e l'innovazione dell'Offerta Formativa

PROGRAMMA E RELAZIONI ALLEGATE
Il giorno 25 Maggio 2006 presso la Sala Tortoreto del CSA di Milano si è tenuta una giornata di studio (Programma) dedicata ai temi della mediazione, accoglienza, orientamento e percorsi formativi per i bambini e ragazzi RomSinti.
La partecipazione è stata molto positiva (35 docenti, 12 dirigenti, 18 altro) tenuto conto che le scuole di Milano e provincia che accolgono alunni nomadi sono solo 75 in totale.
L’intervento introduttivo del Dott. Antonio Zenga (relazione) ha evidenziato l’impegno del CSA sui temi dell’integrazione e dell’educazione interculturale, attraverso le azioni volte a costruire intorno ai temi dell’accoglienza e dell’integrazione sinergie fra Enti Istituzioni e privato sociale e le attività avviate per supportare le scuole nelle fasi di inserimento scolastico e di programmazione degli interventi educativi. Ha evidenziato come il superamento della fase di emergenza, dovuto anche all’impegno dei Dirigenti coinvolti nella rete Rom Sinti, e l’incremento di minori nomadi che frequentano la scuola fanno ben sperare anche per il futuro, per la cui programmazione saranno utili anche gli esiti di questa giornata di studio.
Il coordinatore dei lavori della giornata Isp. Piero Modini ha sottolineato come l’importanza data al settore Successo formativo Educazione Interculturale del CSA nasca dalla consapevolezza che si vive ormai in una società multiculturale e che la scuola deve essere supportata nel proprio ruolo educativo non solo dal CSA ma anche dal contributo di tutti i soggetti che sul territorio si occupano di socialità ed educazione dei minori.
Sviluppare la cultura della reciprocità è fondamentale , ha precisato, per organizzare una accoglienza reale .
La responsabile dell’Area Successo formativo Intercultura del CSA Prof.ssa Rosi Spadaro (relazione) con il suo intervento ha evidenziato come i progetti che si attuano nelle scuole siano ormai di tipo strutturale e come la scuola milanese abbia affrontato con grande professionalità la fase dell’emergenza. Inoltre ha sottolineato l’esigenza di pensare a progetti flessibili e mobili, nel rispetto di culture, stili di apprendimento e storie di vita così diverse; progetti che pur prevedendo percorsi difficili devono essere condivisi motivati e funzionali.
Infine ha posto l’accento sull’opportunità di costruire percorsi modulari che possano essere certificati e documentare la storia educativa del minore rom o sinto.
Il quadro culturale fornito dal Prof. Stefano Marchesoni (relazione) ha evidenziato come il concetto di integrazione in uso sia di tipo assimililativo e come tenda ad annullare le diversità; mentre sarebbe più opportuno, ha sostenuto, entrare nella logica del concetto di ospitalità. Ha individuato diverse categorie interpretative del termine integrazione , offrendo una visione interessante sugli scenari che da esse derivano
La realtà di Milano e provincia , soprattutto dei Campi nomadi, è stata illustrata dal Vice presidente dell’Opera Nomadi di Milano Dott. Maurizio Pagani (relazione), dal cui intervento si è potuto cogliere il livello di complessità entro il quale si inserisce il problema scolarizzazione e come tale tema non può essere affrontato a prescindere dalla soluzione di altri aspetti , quali quello abitativo e quello dell’integrazione sociale sociale.
La Dott.ssa A. Maria Rusconi ha evidenziato, utilizzando una significativa storia di vita, quali sono, ancora oggi, i problemi socio-sanitari che Rom e Sinti vivono nei campi, posti ai margini della società dei servizi, e come vi sia ancora molto da fare per affrontare con serenità i problemi sanitari in senso lato.
Formazione di Mediatori culturali vista come supporto al dialogo fra soggetti appartenenti a diverse culture è stato il tema della relazione della Prof. ssa Angela Sacco (relazione), che ha sottolineato l’importanza di conoscere e comprendere per favorire la scolarizzazione e per realizzare una buona mediazione e come ulteriori incontri tematici sull’argomento potrebbero aiutare docenti mediatori e operatori/educatori a superare stereotipi e pregiudizi e apprendere buone pratiche di ascolto e di osservazione.
La voce del mediatore culturale si è unita a quella del ruolo di Segretario nazionale dell’opera nomadi nell’intervento del Dott. Giorgio Bezzecchi , che ha dichiarato i bisogni delle famiglie rom e sinte: vogliono che i loro figli imparino a leggere e scrivere. Oltre a dare un quadro sulle diverse concezioni religiose,esistenti nei campi, al ruolo della donna nella società rom, ha precisato che per dare risposta alle richieste”educative”delle famiglie rom e sinte occorre approfondire la riflessione su stili cognitivi dei minori rom e sinti e sulle cause del mancato raggiungimento degli standard di istruzione da parte di tali bambini e ragazzi.
Il dirigente scolastico Prof. Giorgio Galanti ha evidenziato gli aspetti più significativi dell’Accoglienza nelle scuole, facendosi portavoce anche dei colleghi Dirigenti( Daverio, Fioretti,Garbini, Minguzzi )che insieme a lui coordinano la zona N.O della rete RomSinti. Ha precisato come la bipolarità : identità rom – identità scuola faccia fatica a convivere, ma nello stesso tempo ha fornito spunti rassicuranti sui possibili percorsi da attivare per supera il panico , che spesso prende docenti e dirigenti, e creare spazi di ricerca e di consapevolezza.
Il supporto alle scuole viene anche dalle Associazioni e quanto dimostra la relazione della rappresentante della Caritas Ambrosiana Dott.ssa Ilaria Migliavacca, che fornito un quadro dettagliato dei buoni rapporti fra Campo di Via Novara e Scuole di riferimento. Oltre a seguire le fasi di iscrizione, inserimento scolastico, curando i rapporti con le famiglie, la Caritas fornisce “doposcuola” pomeridiano per gli alunni, la cui frequenza costituisce credito formativo.
La Dirigente scolastica Dott.ssa Anna Zoppi ha relazionato sulla sua esperienza di progetto dedicato ai minori rom 14enni semianalfabeti che frequentano la sua scuola. Il progetto, che prevede molti laboratori e attività di insegnamento – apprendimento “disegnate” su ogni singolo alunno, sta ottenendo esiti positivi e qualche alunno ha anche deciso di continuare gli studi frequentando un corso professionale. Il progetto una volta ultimato verrà messo a disposizione di altre scuole che volessero usufruire dell’esperienza per applicarla ad altri casi simili.
La positività del rapporto scuola – Campi è confermata anche dalle esperienze raccontate dalla Docente Dott.ssa Vincenza Meola (relazione), che ha messo in evidenza come la Scuola Console Marcello ha costruito un dialogo molto positivo con le famiglie anche grazie al contributo dei figli che hanno favorito l’ingresso nei campi e come ciò abbia determinato maggiore frequenza e migliori esiti scolastici.
Alcune esperienze di Percorsi didattici nella scuola primaria e secondaria di 1° grado sono state illustrate dalla Prof.ssa Milena Bertera (relazione) che ha sottolineato la capacità della sua scuola di distinguere fra alunni stranieri e alunni nomadi, di elaborare un protocollo di accoglienza e di stendere percorsi flessibili a livello di orario,programma e contenuti. Tali accorgimenti risultano meno efficaci se gli alunni iniziano il loro percorso scolastico troppo tardi: pertanto l’impegno della scuola è anche quello di favorire la scolarizzazione di molti più minori rom- e dalla Prof.ssa Anna Naborri - che ha illustrato con esempi significativi come insieme ai colleghi abbia superato quella fase di “panico” di cui aveva parlato il suo dirigente Galanti, sia ampliando la conoscenza sull’argomento, grazie ad interventi di esperti, sia mettendo a punto strumenti adeguati ad accogliere e a inserire gli alunni rom e sinti nella scuola e non solo.
La giornata si è conclusa con l’impegno del CSA di Milano di
Per ulteriori informazioni: Prof.ssa Rosi Spadaro – responsabile Area Successo formativo Intercultura intercultura.csa.mi@tiscali.it